IL GAZZETTINO
Mercoledì, 31 Gennaio 2007
BEGGIATO (PNE)
«Il Carroccio sta pagando le proprie contraddizioni»
Vicenza
«Credo che la Lega nel Veneto stia scontando una serie di contraddizioni che prima o dopo dovevano arrivare al pettine». Parola di Ettore Beggiato, vicentino doc (è nato a Grumolo delle Abbadesse), responsabile enti locali di Progetto Nordest e consigliere provinciale all'ombra di Monte Berico. «La prima di queste contraddizioni - spiega - è la totale mancanza di autonomia, un controsenso per un partito autonomista: il fatto che non ci sia un minimo di sovranità e che tutto dipenda da Milano alla lunga fa esplodere le tensioni». «Secondo - continua -, il fatto che sarà anche vero che il potere logora chi non ce l'ha, ma se uno non è sufficientemente attrezzato finisce per logorare anche chi ce l'ha. Purtroppo la selezione del personale leghista è sempre avvenuta in base alla fedeltà ai capi e questo ha fatto sì che il partito si sia rivelato inadeguato a creare una vera classe dirigente. Terzo, i cinque anni di governo a Roma sono stati devastanti, perchè i leghisti hanno venduto l'anima senza portare a casa nulla. A questo si aggiunge la malattia di Bossi: un conto era dire signorsì a Bossi, negli anni d'oro, un conto è dirlo oggi a Calderoli...».
Malumori che Beggiato ha registrato direttamente dai militanti di base del Carroccio vicentino. «Sono rimasti allibiti dall'andamento del congresso - spiega - Non è emersa una sola differenziazione di livello ideologico, di programma: è stato solo uno scontro di potere. Noi - prosegue - già dal '98 avevamo intuito che un movimento che si riduce a fare il portatore sano di voti e basta non può avere prospettiva. Quel ruolo che si reclamava per il Veneto era quello che doveva essere centrale per sviluppare una via veneta all'autonomia. Ma non ci è stato permesso».