Lettere ed Opinioni

  Euroregione per far crescere Alpe-Adria
  Autore: Bejato
  Data: 21-03-2007, 14:49

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Ettore Beggiato

CI VUOLE L'EUROREGIONE PER FAR CRESCERE ALPE-ADRIA



Il 20 novembre 1978 nasceva a Venezia nell'isola di San Giorgio Maggiore la
comunità di lavoro "Alpe Adria" dall'iniziativa di nove Regioni di quattro
stati (Italia, Austria, Germania e Jugoslavia). Una scommessa, all'epoca.
Dopo oltre vent'anni il Veneto torna a presiedere Alpe-Adria, ed è
significativo oltre che beneaugurante che il terzo millennio di questa
"comunità di lavoro" inizi proprio qui, nel Veneto.
Una realtà che è notevolmente cresciuta: oggi ci sono ben 17 soggetti tra
Regioni, Laender, Contee, Cantoni e persino Stati (Croazia e Slovenia), in
rappresentanza di oltre quaranta milioni di abitanti.
E questo la dice lunga sia sulla portata dell'iniziativa, ampliatasi in tale
misura, sia sull'importanza che le realtà europee coinvolte attribuiscono
evidentemente a questo strumento, sia infine sul concetto stesso di "Regione
d'Europa" (chiamiamolo così per comodità), a testimonianza di quello che
molti osservatori internazionali intuiscono essere il possibile e quasi
doveroso futuro assetto istituzionale del Vecchio Continente. E' necessario
però porre con forza l'attenzione su quello che dovrebbe essere il nuovo
ruolo di Alpe-Adria, e di conseguenza, sui rapporti con gli Stati stessi e
con l'Unione Europea. La necessità di rivitalizzare Alpe-Adria agendo nella
concretizzazione di tanti progetti e nel ritagliarsi nuovi spazi credo sia
un auspicio comune. Sul come, io avrei già qualche proposta.
Per esempio, perché all'interno della "Grande Alpe-Adria" non individuare
realtà che per vicinanza geografica, per omogeneità economica, e anche per
comune esperienza storica trovino il sistema di rapportasi in modo più
concreto e più frequente? Questa "risposta" esiste già e si chiama
Euroregione, solo che per motivi che continuano a rimanermi sconosciuti in
Italia c'è un ritardo politico e culturale spaventoso in questa direzione.
E' mai possibile che la Germania abbia concretizzato decine di euroregioni e
che in Italia l'euroregione sia una sorta di oggetto misterioso?
Recentemente il cancelliere tedesco Gehrard Schroeder ha dichiarato: "La
Germania ha un interesse nazionale in una veloce espansione verso Est,
perché questa offre opportunità sia economiche che politiche", e dal Baltico
al Danubio sono state istituite ben otto euroregioni. E, si badi bene, nei
confronti di queste "comunità transfrontaliere" ci sono fondi comunitari
estremamente interessanti, ma nonostante questo, l'euroregione sembra non
interessare il mondo politico e culturale made in Italy. O forse c'è ancora
troppa gente in giro che considera Roma l'ombelico del mondo.
In questo contesto, allora, mi permetto di rilanciare una mia proposta che,
all'epoca aveva suscitato notevole interesse: l'euroregione Alto Adriatico
che coinvolga il Veneto, il Friuli-Venezia Giulia, l'Istria e la contea
croata Litoraneo Montana. Correva l'anno 1995 la cosa finì addirittura sul
Times, e destò più di qualche preoccupazione sul versante croato. Ma allora
erano i tempi di Franjo Tudjman.
Credo sia superfluo in questa sede ricordare i legami storici, culturali,
linguistici che uniscono l'area veneto-istro-quarnerina, ma oltre alle
ragioni della storia ci sono sollecitazioni che vengono dagli odierni
processi di integrazione europea verso lo sviluppo di più strette forme di
collaborazione sovrannazionale, interregionale e transfrontaliera.
Coraggio allora. Presidente Galan, Alpe Adria ha bisogno di accelerazioni
come questa per rimanere, usando le sue parole, "punto di equilibrio tra
globalizzazione e realtà locali".

GAZZETTINO 19/12/2000


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